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Sentenza favorevole, confermata la validità della norma sul 6+6

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Il Tribunale di Lecce, Sezione di Maglie, ha respinto  la richiesta di restituzione dell'impianto formulata da una società/retista nei confronti di un collega Gestore, Sicuro Tommaso, difeso ottimamente dal legale Avv. Corrado Vecchio da Melendugno (Le).

Il Giudice ha rigettato la richiesta e condannato ila società/retista  a pagare le spese processuali in quanto la società non ha proposto domanda di rilascio fondata su contestazioni di inadempimento del convenuto.

In breve la società/retista ha chiesto la risoluzione del contratto di comodato e il collegato contratto di fornitura  dopo la natuarale scadenza dei primi sei anni. Richiesta fatta pervenire al Gestore,  Sicuro Tommaso, con lettera raccomandata tempestivamente inviata ai sensi dell'articolo 2 del contratto di comodato. Inoltre veniva richiesta,  oltre che la  riconsegna delle strutture, degli impianti e delle attrezzature,  il  risarcimento del danno per il ritardo nella consegna dell'impianto, convenuto in € 300,00 giornaliere da calcolarsi a decorrere dal 12.10.2010 fino al dì del rilascio oltre l'ulteriore danno ( sia sotto il profilo emergente sia sotto il profilo del lucro cessante) da determinarsi in corso di causa o equitativamente. 

Dal canto suo il collega tramite i suoi legali dichiarava "inammissibile e comunque infondato il ricorso ex art. 447 bis cpc e quindi rigettarlo unitamente al contestuale ricorso ex art. 700 cpc; in considerazione del carattere palesemente pretestuoso, strumentale ed infondata dell'azione avversaria, chiedendo espressamente che la controparte sia condannata al risarcimento dei danni ai sensi dell'ari. 96 comma 1° cpc a titolo di responsabilità aggravata; con condanna altresì della controparte al pagamento delle spese e competenze di lite oltre ad una somma da liquidarsi equitativamente per le ragioni di cui sopra ai sensi dell'art. 96 comma 3° cpc.

Il Giudice ha richiamato il D.Lgs n. 32/1998 all'art. 1 comma 6° il quale prevede "che i contratti fra società e Gestore debbano avere la durata di anni 6 rinvia espressamente all'accordo interprotessionale sottoscritto il 29.7.1997 fra le associazioni di categoria più rappresentative a livello nazionale, mentre il comma 10° dello stesso art. 1 prevede la nullità di diritto di ogni pattuizione contraria e che la clausole ivi previste, siano di diritto inserite nel contratto di gestione, anche in sostituzione della clausole difformi apposte dalle parti."

Inoltre, "Detto accordo interprofessionale, valido, vigente ed efficace, prevede espressamente all'art. 2 la durata in anni 6 del contratto con la previsione del rinnovo automatico per un periodo di uguale durata. Serve rilevare che il giudice amministrativo ( Consiglio di Stato Sez. VIA 20.7.2001 n. 4053) ha ritenuto il predetto accordo legittimo, operativo ed efficace " anche per il consolidarsi di una posizione tutelata di affidamento delle società stesse, nell'inerzia delle Autorità protrattisi ben oltre il termine di 120 giorni circa il perdurare del giudizio di non illeceità della condotta sostanzialmente già espresso dalla medesima Autorità con il non aver avviato alcun procedimento di accertamento di violazione dell'art. 2 L. n. 287/90"."

"La " ratio" della norma (6+6) - ha concluso - relativa all'automatico rinnovo del contratto alla prima scadenza, deve essere ravvisata nell'assicurare una minima stabilità al gestore dell'impianto di carburante il quale, trae dalla sua attività, e con grande ed intuibile sacrificio, il sostentamento per sé e per la propria famiglia. Nel caso de quo il contratto deve intendersi rinnovato fino alla data del 12.10.2015. La richiesta di condanna della società attrice ex art. 96 cpc al risarcimento dei danni appare non meritevole di accoglimento per difetto di prova, in quanto la liquidazione di detto danno, ancorché possa effettuarsi anche d'ufficio, postula pur sempre la prova gravante sulla parte che chiede il risarcimento, sia dell'an che del quantum debeatur o almeno la concreta desumibilità di detti elementi dagli atti di causa. "

Sentenza ttribunale Lecce

Commenti (8)
  • Gestore Tamoil

    Embé.. qual'é la novitá? Io lo sapevo giá. Il problema è un altro: nei panni del collega non sarei tanto felice di star altri due anni sapendo comunque di dover andar via e sottraendo risorse e tempo per cercare un altro lavoro (serio però perché il nostro non lo é più). Io finita la stagione lascio tutto.. e che se lo gestisca il mio acr questo impanto.

  • Luca

    Effettivamente io non perderei altro tempo se ormai i rapporti sono questi anche perché il lavoro dovrà cambiarlo comunque (nessun altra compagnia lo prenderebbe e no gli faranno mai vendere la gestione). Gli direi avete visto che è come dico? E gli lascerei le chiavi dell'impianto nella tazza del cesso.

  • Franco

    Intanto ci sarebbe semplicemente da costatare che allora la giustizia funziona veramente e non è vero che vince il più forte. Molti Gestori dovrebbero guardare a questo trovando il coraggio per opporsi e per non farsi schiacciare dalle compagnie. Credo che sia stato sopratutto questo lo spirito che ha spinto il collega a voler rendere pubblico questo provvedimento. Il resto sono solo chiacchiericci che hanno il solo scopo di squalificare tutti e tutto.

  • bigboy  - causa per causa

    e se va via fallo andare...cmq sempre vittoria sia...intanto prendi la benzina dove costa meno...tanto a questo punto più ke cacciarti non possono fare...il nostro lavoro sempre più vergogna!!! 8)

  • davmaritati@libero.it

    Si .. buonanotte é proprio così che mio cugino si é rovinato,L' hanno scoperto dopo due giorni e hanno ottenuto un rilascio urgente dell'impianto attraverso una procedura di un articolo che non so come si chiama e deve pagare una penale di 27.000 euro impegnandosi la casa dove vive con tre figli Non é così semplice come dici. Anche in questo caso la giustizia é veloce...forse perché non conoscono il nostro lavoro...

  • bigboy  - per forza

    e peccato tuo cugino ha la casa,,,,,per questo lavoro non devi avere niente senno te se pappano,,,,comunque poco importa lui ha vinto ma deve andaesene lo stesso alla fine sei sempre in casa loro!!!!

  • stefano

    Ottima notizia e credetemi , alla scadenza del 6+6 il Gestore stara' li ancora anni perche comunque la societa' e costretta ad presentare il nuovo contratto al vecchio Gestore e poi lui puo' tirala alla lunga senza problemi , tenendo conto che avra' l'ispettore e altri scagnozzi della compagnia che gli romperanno le scatole con minacce......Ve lo dice uno che alla scadenza del contratto di comodato con shell non ha firmato aico per 4 ani con minacce che mi facevano ridere...

  • Marino q8

    E invece credi tu a me.Ma che ottima notizia, mi sa che non avete capito veramente niente. Anzi questi grandissimi figli di.. lo hanno fatto proprio per non perdere tempo al dodicesimo anno e ottenere una data di rilascio che ormai passa in giudicato e da lì partono le penali che ci son scritte sopra e non ci sono santi. Queste sono tutte tattiche straconosciute dei legali della compagnia, ci sono giá passato anche se poi ho comprato la gestione dell'impianto a 3 km da Montepulciano e sto meglio adesso. La procedura shell/aico che stai passando è tutta un'altra cosa. L'unica cosa che in questi casi si può fare è menargliela su con il giudice del lavoro ma fino a mo' tutte le sentenze ci hanno dato torto però ce se può sempre provare.

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