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Giovedì, Aug 16th

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GC intervista l'Avvocato Stefano RUBIU

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La redazione di GC ha posto dieci domande a Stefano Rubiu, l'avvocato che da tempo segue con successo le cause dei diversi associati in partecipazione, non solo Aico, avverso la Shell e le altre compagnie. Dopo l'ennesima vittoria giudiziaria che ha visto come protagonista Pasquale Minuto, l'associato Eni di cui vi abbiamo già parlato, abbiamo chiesto all'Avvocato Rubiu, di fare il punto sulla situazione generale degli Associati, dei loro rapporti con le compagnie associanti, sulla natura giuridica  del contratto e sulle prospettive future.  Con questa intervista si intende dare il dovuto rilievo ad un lavoro importantissimo, delicato e indispensabile come quello fin qui svolto dall' Avvocato, al quale va il merito indiscusso di aver saputo cogliere la reale natura di questa anomala tipologia contrattuale.

Redazione - Stimatissimo avvocato Rubiu, Lei ha trattato - per la parte legale - le cause di quei Gestori Shell “trasformati in associati in partecipazione Aico”, a sostegno dei quali è nato anche un Comitato Spontaneo Gestori Aico, trasformatosi poi in Gestori in Associazione in Partecipazione. A che punto siamo oggi per quel che riguarda le cause già definitivamente chiuse e quelle che sono ancora in essere?

Avv. Rubiu - In questo momento tutte le controversie giudiziarie in essere tra associati in partecipazione da me assistiti sono definite. I Tribunali che hanno avuto occasione di esaminare il contratto di associazione in partecipazione (non solo nei confronti di Shell ma anche di Enirete) si sono espressi, nell'ambito di giudizi cautelari, per la sua nullità  (il solo Tribunale di Roma condizionando tale statuizione all'accertamento del fatto che vi sia sostanziale identità tra Eni ed Enirete) e, nel contempo, hanno constatato e stigmatizzato gli evidenti squilibri ed abusi derivanti dall'elaborazione ed applicazione fatta dalle compagnie di tale contratto. Essendosi trattato di iniziative attivate o subite da singoli associati, i risultati sono rimasti circoscritti esclusivamente ad essi. Attualmente il contenzioso da me seguito si è concentrato sui gestori ordinari che stanno subendo pressioni (specie in prossimità della scadenza del contratto) per sottoscrivere il contratto di associazione. Quest'ultimo tipo di cause non è affidata alla competenza di Tribunali "specializzati" ed il contratto di associazione in partecipazione non è l'oggetto diretto del contendere sicché c'è l'elevato rischio di decisioni difformi ed imprevedibili, attesa anche la complessità della disciplina di settore (Leggi ed Accordi) ed atteso il rischio che non venga colta la diffusività del fenomeno ma si consideri ogni caso come un "caso unico" piuttosto che come un vero e proprio problema di categoria. Starà alle Organizzazioni Sindacali ed alle Associazioni fornire un adeguato supporto che consenta di rappresentare una prospettiva più ampia che trascenda il singolo caso. Ad oggi le stesse cause vengono trattate, indifferentemente, da Giudici del lavoro, Giudici delle locazioni e Giudici ordinari; il che è indicativo dell'attuale stato di indeterminatezza.

Redazione - Uno degli obbiettivi che si è posto il Comitato in collaborazione con il Sindacato della Fegica, obbiettivo espresso anche da alcuni associati che si rivolgono a Lei, è quello di poter tornare ad essere Gestori tradizionali. Secondo la Sua esperienza questo è un progetto realizzabile? E sopratutto può essere considerato un eventuale risultato legale?

Avv. Rubiu - In questo momento non mi pare che nessuna compagnia sia intenzionata a fare significativi "passi indietro" e, quindi, continuerà la sottoscrizione di contratti di associazione in partecipazione. Anzi, credo che il fenomeno sia destinato a considerevoli incrementi, forse nella speranza che un eventuale futuro mutamento del quadro generale faccia salvi i contratti già stipulati. Inoltre, molti associati non sono mai stati gestori e, quindi, ad essi non si applica la possibilità di "tornare indietro". In mancanza di "alternative fisiologiche" la via giudiziaria è una di quelle percorribili per opporsi al fenomeno ma, spesso, è complicata dal fatto che i gestori si decidono a tutelare le proprie ragioni quando oramai sono logorati e non hanno più le risorse economiche, psicologiche né le energie per sostenere un confronto con le compagnie.

Altra via per superare questa forma contrattuale (che ricordo essere in contrasto con le norme imperative vigenti) è quella di un intervento del legislatore che potrebbe non essere più disponibile a continuare ad assistere inerte ad iniziative unilaterali che rischiano di stravolgere delicati meccanismi ed equilibri in un settore di importanza vitale, sia per il numero degli addetti, sia per i riflessi sulle dinamiche dei prezzi, sia per l'importanza del gettito tributario che il comparto assicura allo Stato.

Infine, è possibile che come "minor male" vengano concordati, con l'accordo delle rappresentanze dei gestori e degli associati, limiti al contratto di associazione in partecipazione che lo avvicinino al modello voluto dal legislatore. Tuttavia, c'è il rischio che la disponibilità sia solo apparente e si risolva in un espediente per guadagnare tempo e potere continuare a sottoscrivere contratti di associazione senza che le rappresentanze di categoria si organizzino.

Redazione - qual'è il suo parere riguardo l'articolo inserito nell'ultimo accordo economico tra associazioni di categoria e Shell con il quale si dà la possibilità agli associati che lo volessero di richiedere il ritorno alla tipologia contrattuale riconosciuta dalla legge (32/98) ?

Avv. Rubiu - Credo che la previsione della possibilità, per gli associati, di tornare alla tipologia riconosciuta per Legge sia destinata all'insuccesso e, come detto, abbia come principale scopo quello di consentire, senza grandi resistenze, la prosecuzione della campagna di proselitismo pro contratto di associazione in partecipazione. Del resto, previsione di analogo tenore era già contemplata in un Accordo del 2006 (tuttora vigente) che non mi consta abbia trovato grande applicazione. Vedremo quanti associati chiederanno di tornare gestori e, soprattutto, a quanti sarà consentito di farlo. Sarebbe interessante sapere, anche, nel frattempo, quanti nuovi contratti di associazione in partecipazione verranno stipulati e quindi quale sia il saldo del bilancio tra contratti per i quali è stato consentito il ritorno al regime di Legge e nuovi contratti di associazione stipulati.

Redazione - Lei assiste anche i Gestori tradizionali tra i quali quelli che non hanno accettato la tipologia contrattuale imposta dalla Shell, per questi ultimi c'è stato un atteggiamento alquanto vessatorio, tanto per citare alcuni esempi; l'esclusione alle campagna promozionali, l'imposizione ad un prezzo maggiore in confronto agli associati, il mancato riconoscimento di alcuni diritti fondamentali come il rimborso dei cali carburanti in ottemperanza agli accordi sottoscritti con le associazioni dei Gestori, ecc. Se possibile sapere; a che punto sono le cause e quali sono le possibilità per questi gestori di vedere accolte le loro ragioni?

Avv. Rubiu - Come detto, è su questo fronte che si concentra l'attuale contenzioso. In mancanza di serie iniziative delle organizzazioni di categorie le tutele sono necessariamente rimesse alle iniziative ed alla capacità di resistere dei singoli ed è qui che noi interveniamo. Si tratta, chiaramente, di una modalità di soluzione dei conflitti patologica; meglio sarebbe una seria trattativa tra le parti o, comunque, una mediazione che consenta l'elaborazione di soluzioni condivise. Le possibilità di successo delle iniziative giudiziarie dipenderanno anche dal supporto che le organizzazioni daranno per consentire di rappresentare un quadro obbiettivo, veritiero e "ampio" del problema. L'esito di queste controversie è importante per l'intera categoria; per questo i singoli gestori non dovrebbero essere abbandonati a sé stessi.

Redazione - Come Redazione siamo stati presenti in molte delle riunioni, in cui lei ha partecipato, organizzate dal Comitato in collaborazione con il Sindacato della Fegica. In tali occasioni le abbiamo sentito dire che non è possibile una causa collettiva di tutti gli Associati. Può spiegare le motivazioni, anche tecniche, ai nostri lettori?

Avv. Rubiu - La causa "collettiva" della quale parlavo è, in realtà, una pluralità di cause simili che con un network di testimonianze, esperienze e contributi consenta di rappresentare, la situazione per quello che è: non un caso del singolo ma un problema di categoria.

Redazione - Questa intervista arriva dopo un altro importante provvedimento che questa volta ha interessato un associato in partecipazione Eni nella tipologia associativa denominata "Enirete". Addirittura in quest'ultimo caso l'associato, in evidente sofferenza economica dovuta alla ripartizione costi e ricavi, è stato costretto a rifornirsi nel mercato libero rompendo quel famoso vincolo di esclusiva che appartiene alle condizioni contrattuali di tutti i Gestori. Ci può spiegare nel dettaglio la vicenda?? Secondo lei questa estrema soluzione è replicabile?

Avv. Rubiu - La vicenda del gestore-associato Enirete è un caso unico, difficilmente replicabile, per tutta una serie innumerevole di ragioni che qui sarebbe difficile sintetizzare. Personalmente, non me la sento, di suggerire di adottare simili strategie che, nel caso dell' associato Enirete sono state dettate principalmente dalle emergenze e dalle situazioni contingenti. Qui mi preme evidenziare che l'associato in questione ha ottenuto ben due pronunzie favorevoli del Tribunale di Roma ed il grave quadro, in suo danno, da esso rappresentato ha, poi, trovato analogie in situazioni patite da altri associati che ora stanno agendo per tutelare le proprie ragioni.

Redazione - Uno degli aspetti più traumatici degli Associati che si rivolgono a lei è l'atteggiamento vessatorio che sono costretti a subire. In alcune riunioni siamo stati testimoni dei racconti più tragici e commoventi.  Legalmente cosa possono richiedere le vittime di questo atteggiamento ?

Avv. Rubiu - Personalmente ho assistito ad episodi e testimonianze drammatiche e commoventi. Persone che hanno dedicato la loro esistenza lavorativa a determinate compagnie e si ritrovano senza nulla, con figli e mutui da sostenere, senza che ad essi sia imputabile alcunché. Persone colpite sotto il profilo economico, spesso in fasce di età che ne rendono difficoltoso il ricollocamento sul mercato del lavoro. Persone annientate anche nel sentimento e nella considerazione che hanno di sé stessi. A queste persone mi sento di dire che non hanno nulla da rimproverarsi né alcunché di cui vergognarsi e devono avere la forza di reagire, di indignarsi e di opporsi ai torti che stanno subendo. Per quanto mi riguarda, quale avvocato, per il momento, su questo fronte ho contribuito a porre dei primi limiti a certi abusi. Per il resto credo che sia la categoria (e chi si è assunto l'onere di rappresentarla) che dovrebbe reagire (con ragionevolezza, misura, metodo e perseveranza). Infine, i gestori e gli associati ed i loro collaboratori e famigliari rappresentano numeri interessanti anche sotto il profilo politico, oltre ad avere la possibilità di sensibilizzare molte persone che accedono quotidianamente agli impianti e che sono potenzialmente solidali in quanto anch'esse interessate dalle conseguenze di queste condotte (ricordo che uno dei motivi della diffusione dei contratti di associazione in partecipazione è che consente alle compagnie il controllo diretto ed esclusivo anche sul prezzo finale del carburante) ne consegue che i gestori avrebbero gli strumenti per ottenere l'attenzione e la solidarietà della classe politica e dell'opinione pubblica.

Redazione - Alla luce di una buona serie di provvedimenti favorevoli per i suoi assisiti, lei pensa che le compagnie possano recedere dalla formula contrattuale dell’associazione in partecipazione?

Avv. Rubiu- Ad oggi, nessuna delle compagnie che hanno adottato il modello del contratto di associazione ha manifestato l'intenzione di abbandonare spontaneamente tale via. Pertanto, occorrono o uno stabile indirizzo giurisprudenziale o un mutamento legislativo o una seria trattativa tra le parti. Io perseguo la via giudiziaria, contribuisco a quella delle modifiche concordate e seguo le proposte legislative; in particolare, mi sembra che stia lavorando bene la Commissione per la verifica dell'andamento dei prezzi, presieduta dal senatore Divina.

Redazione - Adesso è da tempo che si occupa della distribuzione carburanti e delle problematiche dei rapporti contrattuali tra compagnia petrolifera Gestore/ Associato . Che idea si è fatto delle Compagnie Petrolifere?

Avv. Rubiu - Mi pare che le compagnie petrolifere così come molti altri soggetti economici contemporanei, agiscano senza progetti e prospettive di medio e lungo termine ma nella mera ottica della massimizzazione dei profitti nell'immediato; in altre parole, "si raccoglie senza seminare", incuranti dei danni che certe "politiche" comportano per la collettività e comporteranno per le compagnie medesime. Credo che le compagnie, dovrebbero approfittare dell'attuale condizione di favore (politico ed economico) di cui godono in questo momento storico (rispetto ai gestori) per riequilibrare la situazione (rispetto a passati abusi di tutela) senza cadere nella tentazione di eccedere in proprio favore imponendo soluzioni squilibrate; sarebbe meglio creare una condizione di ragionevole e duraturo equilibrio che metta tutti al riparo da corsi e ricorsi storici.

Redazione - In occasione della riforma del settore che da indiscrezioni si sta delineando, che consiglio si sente di dare al settore??

Avv. Rubiu - La riforma del settore, quella per intenderci di iniziativa del Senatore della Lega Nord Sergio Divina, è orientata nel modo giusto. Mi sento di dare (e darò, nelle sedi opportune) un solo consiglio per porre termine alla vicenda dei contratti di associazione in partecipazione: l'art. 1. comma 6, del DLgs. 32/1998 e modificato come segue: “La gestione degli impianti può essere esercitata dal titolare dell'autorizzazione avvalendosi dell'eventuale ausilio di personale dipendente a tempo indeterminato o può essere affidata ad altri soggetti, esclusivamente persone fisiche, di seguito denominati gestori, mediante contratti di durata non inferiore a sei anni aventi per oggetto la cessione gratuita dell'uso di tutte le attrezzature fisse e mobili finalizzate alla distribuzione di carburanti per uso di autotrazione, secondo le modalità e i termini definiti dagli accordi interprofessionali stipulati fra le associazioni di categoria più rappresentative, a livello nazionale, dei gestori e dei titolari dell'autorizzazione.” Non compete a me ma, certamente, sarebbe da rivalutare la previsione della durata minima del contratto che non ha nessuna ragione di essere limitata a soli sei anni(dodici in virtù dell'Accordo Interprofessionale).

Commenti (14)
  • ANOMINO

    A RAGIONE L'AVVOCATO RUBIU MA LE NOSTRE ASSOCIAZIONI SINDACALI NON VANNO IN TELEVISIONE COSA STANNO FACENDO LE COMPAGNIE PETROLIFERE A LORO Gestori E ASSOCIATI

  • antonino

    a parte alcuni casi veramente pietosi e commoventi,ma quando le 3 sigle sindacali (le tanto vituperate) dicevano di non firmare assolutamente il nuovo contratto aico,quelli che si credevano piu furbi di tutti gli altri firmando e "depredando"piu impianti a Gestori e COLLEGHI ma chi ascoltavano?? solo il loro assoluto egoismo??? ma per caso ora sono loro a chiedere aiuto e dare consigli sul perche non firmare,perche e tutta una fregatura...ma non e che e per merito loro che oggi i colleghi ( ma si possono definire colleghi i Gestori e gli associati?? penso di no come la pensavano i furbacchioni AICO della prima ora ) che resistono NONOSTANTE TUTTO E TUTTI.
    grazie per aver fatto le vittime sacrificali,ma non ve lo aveva chiesto proprio nessuno.

  • x antonino

    Vedo che ti ostini a rimanere ancorato a vecchi e ormai stra-sorpassati argomenti. Commenti come il tuo, peraltro sterili, li abbiamo già letti e riletti almeno due anni fa. Nel frattempo sono successe delle cose, ma forse sei troppo occupato a dire TE L'AVEVO DETTO per accorgerti degli eventi. O forse non hai niente di nuovo e interessante da aggiungere. O forse ancora qualcosa ti va male e si sa, con qualcuno bisogna sempre prendersela, perchè a guardarsi dentro si fa troppa fatica. Come forse sai, ma ne dubito, ci sono state tante e diverse situazioni e molto diverse tra loro. Nessuno ha fatto il "martire", chi ha "sbagliato" lo ha fatto subendone personalmente le conseguenze, non certo per dare qualcosa ai colleghi, specialmente a chi come te passa il tempo a dare la colpa agli associati per i mali della categoria è oltre che stupido, noncurante del cancro che era già in metastasi ancora prima. E soprattutto sintomatico del non aver capito nulla. Quindi risparmia le tue prediche e smetti di difendere una posizione sindacale ancorchè INDIFENDIBILE. Una delle tre vituperate sigle sindacali ha pubblicamente fatto un mea-culpa per la poca rilevanza data al nascere di questi contratti, le altre due "non pervenute". Sei assolutamente libero di esprimere il tuo pensiero, e ci mancherebbe, ma forse averlo fatto in maniera contingente al senso importantissimo di questa intervista, sarebbe stato un valore aggiunto. Come sempre, un'altra bellissima opportunità sprecata per essere riempita col nulla.
    Saluti

  • antonino

    mi fa sempre piacere ricevere "una lavata di capo"da uno che non ho il piacere di sapere come si chiama.comunque probabilmente non sono riuscito a spiegarmi come avrei voluto ora cerchero di farlo in un altra maniera,probabilmente non ho niente di nuovo e interessante da aggiungere (non sono un illuminato e di questo certo non sono contento)se mi permetti posso dire,anzi posso dirti che io mi sono guardato dentro,e dopo aver fatto una delle tante "esplorazioni"all'interno del mio "io" ho spedito (una delle tante)una mail dove "esortavo" tutti (penso di averla spedita alle 3 sigle sindacali,a Gestori,associati e forse anche a qualche illuminato) a mettere da parte tutte le contrapposizioni che sono sorte a causa di questa storia e di trovare tutti insieme una possibile soluzione,come forse tu sai io ho partecipato a varie assemblee del comitato spontaneo AICO proprio per capire (ma a quanto dici tu non ci sono riuscito affatto).
    io questa intervista penso di averla letta nella maniera corretta, e mi e parso (sicuramente sbagliando)di capire che oggi nessuna compagnia petrolifera ha assolutamente intenzione di mollare,che alcuni Gestori (amici) davanti al giudice purtroppo,non hanno trovato quella ragione che a tutti noi pareva palese (e anche di questo si parla in questa intervista) forse perche siamo in italia dove un giudice a forli decide una cosa e praticamente per la stessa cosa un collega magari di bologna (tanto per non fare il classico esempio bolzano-palermo)decide in un altro modo.
    ho letto da qualche parte(forse proprio su Gestori carburanti) di un associato che ha chiesto a shell di tornare ad essere Gestore,ed e tornato ad essere Gestore! perche non e uscito allo scoperto presentandosi (nome impianto ecc.ecc.)ma si e nascosto dietro una scusa del tipo diritto di riservatezza tra le parti.
    forse (dico forse)se si fosse presentato avrebbe fatto "coraggio"a qualche altro associato,ma probabilmente mi sbaglio anche in questo.
    sono sempre stato critico (quando naturalmente mi sembrava il caso)soprattutto all'interno del mio sindacato (e dico mio con orgoglio) per spronare tutti (me per primo)a trovare soluzioni migliori,mi sono sempre messo in gioco probabilmente perche non ho mai avuto nulla di nuovo da dire,quando ce stato da fare "mea culpa" lo fatto di persona guardando in faccia i colleghi.
    sono assolutamente dispiaciuto per la situazione nella quale oggi ci troviamo (libero di crederci o no).
    ti chiedo inoltre di non cadere probabilmente nel mio stesso errore e cercare di dividere (mi riferisco all'espessione "le altre non pervenute" "le altre sono uomini e donne come la tua" ne meglio ne peggio).
    poi (un altro errore) ho sempre pensato che se alla fine un uomo si deve rivolgere ad un avvocato (peraltro bravo) perche il sindacato non riesce a risolvere il suo problema.......be penso che il sindacato esca un po sconfitto.

  • x antonino

    Continuo a non condivere le tue opinioni, ma nel rispetto della libertà di opinione intesa come arricchimento reciproco, ringrazio per la tua spiegazione che almeno nei toni, limita i "danni" provocati dal tuo commento iniziale. Certe ferite, come saprai, fanno fatica a rimarginarsi e lo sparare a zero generalizzando, non fà che buttare sale, anche inutilmente se me lo concedi. Ciò detto, sposterei l'attenzione da una questione personale, intesa come reciproche opinioni sulle nostre persone, ad una più oggettiva e sostanziale. Sulla base di un'effettiva esperienza negativa, ma sarebbe meglio dire distruttiva, con la questione aico mi sento di buon grado autorizzata ad essere in disaccordo con te su alcuni punti. A causa della suddetta esperienza, ho partecipato a TUTTE le riunioni Aico e ho abbastanza memoria per ricordare che tu hai assistito ad un paio di queste, accompagnato da alcuni Gestori. Ricordo molto bene che l'opportunità di "aprire" le riunioni degli associati anche ai Gestori tradizionali, era stata valutata proprio per cercare la COLLABORAZIONE di coloro che avrebbero potuto essere i prossimi ad essere vessati, ma anche per informare chi non avesse magari ancora compreso a fondo i rischi della trappola, il tutto basato sull'elementare principio dell'unione che fa la forza. Alla luce dei fatti, e non del mio parere personale, quest'opportunità è stata sprecata perchè impiegata ancora ad additare gli associati come causa del loro male e di quello dei Gestori, e nel tuo commento sopra peraltro lo riconfermi. La vostra presenza, oltre a non aver aggiunto quindi niente di sostanziale alla lotta, ha tolto dello spazio prezioso e utile ad essere impiegato in maniera decisamente più costruttiva. Se poi di tua iniziativa hai mandato mail e propositi di alleanza io non ho motivo di dubitarlo, ma da quando ho iniziato questa salita ho sempre sentito tante parole e si sa che in battaglia, come nella vita, alla fine devono parlare i fatti.
    Dato quindi l'apporto inconsistente dei Gestori, o almeno di quelli da te rappresentati, in seguito il Comitato ha organizzato riunioni volutamente "private".
    Altro punto, e scusa se mi dilungo ma il discorso mi appassiona troppo forse per quelle ferite di cui parlavo sopra, è il discorso sindacale.
    E' ammirevole che tu sostenga il "tuo" sindacato con orgoglio e non entro nel merito, ma anche qui ti devo contraddire in nome della logica dei fatti e lo dico da persona che non possiede l'iscrizione a nessuna delle tre sigle principali del panorama sindacale. Naturalmente qualcuno mi contraddirà, ma non penso di essere troppo nel torto ribadendo il fatto che entrambe le sigle hanno inizialmente sottovalutato il fenomeno che stava cominciando e che di lì avrebbe poi dilagato, degerando nello sfacelo che conosciamo e che è sotto gli occhi di tutti. Io ho assistito, e forse anche tu, ad una riunione nella quale Roberto Timpani ha riconosciuto pubblicamente la troppa disattenzione, e mettendo quindi la sua faccia in rappresentanza della Fegica tutta, ha dimostrato di aver compreso la necessità di intraprendere un percorso "in salita e col vento a sfavore" come quello che di lì in avanti il Comitato e alcuni associati coraggiosi, avrebbero intrapreso.
    Come parte attiva del Comitato, ti posso confermare che da nessun'altra parte sono giunte voci, telefonate o mail o altre comuni manifestazioni di vita atte anche solo a poter fantasticare su di un fronte comune.
    Per questo motivo, il tuo invito a non fare distinzioni di specie tra il "sindacato" che non è nè meglio nè peggio io, e te lo dico col cuore, non posso proprio accoglierlo perchè se lo facessi, le mie ferite non si rimarginerebbero davvero più.
    Tanto dovevo a te, e soprattuto al "tuo" sindacato.
    A.V.

  • Giancarlo Ex aico  - Per Antonino

    Caro Antonino visto che mi tiri in ballo, te la dico tutta senza per questo rischiare di crearmi problemi. Io quando ho chiesto a shell di tornare Gestore mi sono fatto aiutare dal mio avvocato che per prima cosa ha voluto il telefono di un mio collega sindacalista. Il mio collega, un vecchio Gestore in pensione, ha dato all'avvocato una montagna di documenti, di sentenze, leggi ed altro ancora.
    Il mio avvocato con questa montagna di carta e la sua capacità ha portato avanti la mia vertenza ed ha ottenuto ragione.
    Io credo che anche l'avv. Rubiu abbia fatto la stessa cosa.
    Credo che, anche se l'avv. Rubiu non l'ha detto ( chissà poi perchè) abbia ricevuto aiuto dal comitato Gestori e dalla Fegica.
    Ma quanto basta a me va bene. Io sono tornato Gestore con un contratto nuovo di sei più sei ed il margine giusto ed ho ovviamente rinnovato la tessera del mio sindacato.
    Ora anche gli altri associati hanno la possibilità di chiedere il passaggio a Gestore e anche se l'avv. Rubiu ci crede poco non importa. Mi piacerebbe vedere se Erboli e D'Arrigo alla prossima riunione per discutere delle associazioni avranno il coraggio di dire che gli associati che si lamentano sono una minoranza.
    Riguardo poi alla questione dei furbetti che hanno firmato, io sono uno di quelli ma quando mi sono reso conto della fregatura ho reagito di conseguenza.
    Allora? è un problema questo e comunque non ho rubato l'impianto a nessuno ma ho preso un impianto che gestiva (male) dilca ?
    Riguardo allo uscire allo scoperto non preoccuparti che al momento opportuno accadrà. Non oggi ma accadrà.
    Del resto anche tu scrivi con un generico Antonino e non si sa chi sei.
    Perchè non ti firmi nome e cognome se ci tieni tanto a sapere chi sono?
    Saluti
    Giancarlo

  • antonino

    scusa giancarlo hai ragione.
    mi chiamo zito antonino.
    mi farebbe piacere sapere chi e il vecchio collega in pensione per poter condividere (non prendere l'eventuale merito, non mi interessa),la conoscenza,potrebbe sicuramente essere utile.
    la mia mail e antoninozito@fastwebmail.it
    ti saluto.
    antonino.

  • antonino

    cara antonella.
    hai ragione tu nel dire che ho partecipato ad un paio di incontri,dove mi era sembrato (ma probabilmente sbaglio)che non si era arrivati a nessuna conclusione (purtroppo), e credimi quando leggo
    "La vostra presenza, oltre a non aver aggiunto quindi niente di sostanziale alla lotta, ha tolto dello spazio prezioso e utile ad essere impiegato in maniera decisamente più costruttiva." rimango veramente amareggiato,non perche vengo accusato di averti fatto perdere tempo,ma per aver dannegiato alla fine gli associati....questo mi dispiace.
    poi scusa se mi permetto (non e una critica )ma quando una persona si appassiona tanto,troppo probabilmente (in buona fede) perde anche tanta forse troppo lucidità nell'animo e nel pensiero,dimenticando forse che le persone (uomini e donne che tu chiami Gestori) a milano como e relative provincie e forse in qualche altra parte d'italia (come diresti tu roma non pervenuta) e parlo di Gestori shell, hanno fatto un paio di scioperi di colore,anche, se non soprattutto per i contratti aico.(unici e mi ripeto unici nel panorama italiano)e la stragrandissima maggioranza degli aderenti (allo sciopero) sono costretto a dirlo ( in nome della logica dei fatti dato che per te ci sono i sandacati piu buoni di altri) erano iscritti al sindacato colpevole di far perdere tempo agli associati,e fai attenzione (molta attenzione)consapevoli che gli associati (come diresti tu l'unione fa la forza ma quando ti fa comodo)sarebbero rimasti aperti e forse anche esponendo (tanto per ribadire la storiella dell'unione da te citata "qui non si aderisce allo sciopero sempre aperti";)cartellonistica varia. lo so antonella ora mi diresti (e forse mi risponderai "ma noi eravamo costretti ecc.ecc.)
    ma come proprio tu che insegni come si fa il sindacato "nonostante non sei iscritta da nessuna parte"che c'è differenza tra lacrime e sangue dei Gestori e quelle di un associato?
    per amore della verita queste cose bisognerebbe ricordarsele,ma come dicevo prima "la passione"tante volte rende poco lucidi.
    spero di non leggere piu ne qui e ne su nessun altro organo di informazione parole che trasudano "ASTIO" da una rappresentante attiva del comitato aico,perche altrimenti si rischia di rimanere soli ed arroccati nelle proprie convinzioni,perche mia cara antonella tu come io non siamo portatori della verita assoluta,ma soltanto della nostra verita, ma bisogna esserne consapevoli.
    poi l'ultima riga antonella........sembra voler chiudere a tutti i costi qualsiasi cosa,ma ricordati questo non e un tuo problema personale e un problema degli associati (che purtroppo sono tanti ed ognuno con il proprio modo di ragionare).
    un saluto a tutti.
    zito antonino

  • x antonino

    Antonino, dalla tua risposta mi aspettavo intanto una coerenza etica che avresti dimostrato appellandomi così come mi sono firmata, ma soprattutto una coerenza di stile evitando di mischiare il personale col generale, e il generale col sindacale. Nella migliore delle ipotesi potrei definirla come "arte politica" che peraltro è un reale appannaggio solo per pochi, diversamente potrebbe risultare solo un goffo tentativo di svincolare dove alla meglio si può parare.
    Sai, nella mia idea di sindacato inteso in generale come valore, ho sempre pensato che l'unico motore fosse la forza e la PASSIONE ideologica, ma anche pratica, e che proprio in nome di quell'IDEA ogni battaglia e ogni azione fosse lecita. Ma ora tu, che sei parte ufficiale di quell'idea, mi dici che troppa passione non fa bene e allora qualcosa non mi torna.
    Ti ringrazio infine per la premura nel far notare a me e a chi legge che essendo parte attiva del Comitato, le mie considerazioni fin qui espresse potrebbero in qualche modo nuocere alla causa. Su questo aspetto mi sento di tranquillizzarti, non devo consultarmi col resto del consiglio direttivo per dire ciò che penso senza che questo faccia di me un cane sciolto, bensì un essere pensante che comunque sei libero di definire "poco lucido".
    Infine Antonino, io te lo dico, qualcun altro lo penserà senza dirtelo ma partecipare alle riunioni, sostenendo che ti è sembrato non si risolvesse niente, e facendo peraltro "questioni" per partecipare al costo dell'affitto della sala e del buffet come invece hanno fatti tutti, è un punto di vista intellettualmente così audace da farmi sentire inadeguata alla discussione.
    Saluti
    A.V.


  • antonino

    una cosa assolutamente mi preme!
    ti ricordi male (chiedi a chi sedeva al tuo stesso tavolo)io non ho mai questionato sulla "quota" da pagare per assistere alle riunioni,altrimenti avrei fatto perdere tempo al comitato solo una volta.
    forse insieme alla passione e alla forza hai dimenticato di citare la RAGIONE,ma a quanto pare non deve essere importante.
    chi ti ha mai detto che dalle mie parti un individuo non puo esprimere in piena liberta e sopratutto senza nessun timore il proprio pensiero? io non ti ho mai visto alle nostre riunioni (quelle di uno dei sindacati meno buoni) e se hai partecipato e non me lo ricordo (e allora ti chiedo scusa) hai mai visto che so io,un Gestore cacciato dalla sala dopo aver parlato anche se la sua opinione era in contrasto non dico con la mia ma con quella di un quasiasi membro del consiglio?
    credimi nonostante quello che tu credi anche da noi funziona cosi.
    scusami se poi ti ho chiamato per nome (bastava che lo scrivessi ed io non ti avrei mai citata) anche se non riesco a capire per quale motivo una persona deve emettere sentenze e poi non firmarsi per esteso.
    se avessi letto la mia risposta solo per quello che c'è scritto, dove esordisco col dire che in quelle 2 riunioni non (purtroppo)si era arrivati a delle conclusioni,e non che non avete mai concluso nulla di buono fino ad oggi.
    come peraltro non ho scritto da nessuna parte che tutte le tue considerazioni (qualcun altro direbbe anatemi )nuociano alla causa AICO.
    poi visto con quale richezza di termini e aggettivi rispondi alle mail "Nella migliore delle ipotesi potrei definirla come \"arte politica\" che peraltro è un reale appannaggio solo per pochi, diversamente potrebbero risultare solo un goffo tentativo di svincolare dove alla meglio si può parare."(scusa se mi sono permesso ).
    perche a quanto pare non e solo una mia abitudine (secondo te) quella di "svincolare".
    sinceramente non pensavo ad una tua risposta, perchè se avessi risposto per intero alla mia mail (a quello che ho scritto) forse ma questo si che e un pensiero audace oggi avrei letto che probabilmente non ho (abbiamo) io e il "mio" sindacato sempre fatto degli errori,ma come detto prima questa sarebbe stata pura utopia.
    daltronde questo era quanto mi dovevi.
    non ho mai cercato di offendere nessuno,primo perche non e il mio modo di fare,poi proprio perche non sono fatti personali,tu ti senti in nome della passione dell'idea ho di chissa cos'altro libera di fare e soprattutto dire quello che vuoi,magari nascondendolo dietro parole eleganti, ma prima di sputare sentenze informati con chi era con te al tuo stesso tavolo.
    non perdere piu altro tempo con me (ne hai gia perso troppo te ne do pienamente ragione).
    auguro agli associati di risolvere al meglio i loro problemi.
    antonino.

  • nauseata 57

    Caro Zito,
    non mi sembra molto carino e neanche giusto accusare gli associati che hanno firmato, anche se è sempre più facile giudicare piuttosto che cercare di capire, forse hai perso la memoria, quando sono usciti questi contratti noi ci siamo rivolti al vs. sindacato, e la risposta è stata......non potete fare altrimenti, dovete firmare!!!, quindi prima di accusare qualcuno, forse è meglio farsi un esame di coscienza, non credi?

  • antonino

    MIA CARA NAUSEATA.
    NOMI E COGNOMI ACCUSA SOLO CON NOMI E COGNOMI.NON TI NASCONDERE ANCHE TU FAI I NOMI E COGNOMI.
    FORSE E MEGLIO FARSI UN ESAME DI COSCIENZA NON CREDI.SII CONCRETA.

  • Massimo

    C’è un livello di così plateale miscuglio di bassezza e stupidità, oltre il quale ogni commento è impossibile, e persino l’indignazione si spegne soffocata da se stessa.

    Anche dover assistere a vecchie logiche classiste che non dovrebbero avere più cittadinanza nella nostra categoria, ree di aver prestato il fianco all'unico vero colpevole di questa situazione, ovvero, la nostra controparte.

    Deprime che ancora oggi c'è chi non ha capito che questa "plurietnicità contrattuale" impedisce ed ha impedito come primo risultato la sindacalizzazione. E avvilente vedere che non è stato concepito che era questo il primo degli obbiettivi che aveva in mente chi ha creato il sistema associazioni in partecipazioni. Consapevoli sopratutto (questi inventori del nulla) che cera chi avrebbe favorito, anche involontariamente (il livello di ottusità è abbastanza evidente) ma anche per interessi personali ( se vogliamo essere realisti) questa tipologia contrattuale, che ha dato come ulteriore risultato l'ennesima divisione di una categoria già da tempo spaccata per altre e più profonde questioni..

    Ciodetto, la discussione che si è animata nell'occasione di questa intervista dimostra, da una parte l'inadeguatezza, nella sua espressione più alta, di alcuni dei componenti del cosidetto sindacato ( io direi associazione di catgoria, ma è un elemento, questa distinzione, conosciuto da pochi), dall'altra che evidentemente nella sua inadeguatezza l'unico scopo è gartantire a se stessi tutto ciò che non è possibile garantire agli altri.

    Chi ha seguito attentamente il dramma che è stato evidenziato dalla vicenda dei contratti in associazione ha potuto tranquillamente rendersi conto di quale basso profilo abbia tenuto fino qui quella parte di associazione di categoria (ripeto, sindacato è troppo elevato) che si autodefinisce la più rappresentativa. Chi ha intrapreso questo percorso si è dovuto arrendere alla speranza di poter vedere amplificato quel fronte comune nato subito dopo la prima assemblea svolta in collaborazione del comitato e di quello che orgogliosamente va definito, QUESTO SI, l'unico vero Sindacato.

    Il solo fatto di essere riusciti a programmare, organizzare e dare voce a chi fino ad un attimo prima era un semplice codice all'interno di un business plain, per il quale ogni speranza di opporsi alle politiche aziendali era un qualcosa di semplicemente impensabile, dovrebbe farci riflettere della portata storica e del risultato ottenuto sia da una asocciazione spontanea come il comitato, sia da quel patto politico sindacale fatto con la Fegica. Lo faccio presente non per autoreferenzilaità ( ho altri difetti) ma per chi ama i paragoni, ed è evidente che questo impegno ha prodotto molto più del nulla o della protesta organizzata nel 2005 e per la quale oggi ci si rende anche ridicoli con il solo menzionarla.

    Per chi fa sindacato ( o per chi dice di farlo) dovrebbe bastare lessenza all'organizzazione. Vedere che uomini e donne riescono a riunirsi per dare seguito ad un progetto volto e ricercare, insieme, diritti e dignità diversamente persi. Altro che "arrivare a delle conclusioni" e da quale pulpito arriva la predica.

    E sono esenti, a mio avviso, da critiche - in quanto questi uomini e queste donne, da cui è partito tutto - arrivano da esperienze diverse - perchè semplici dipendenti di quella compagnia petrolifera che come ultima occasione ti dice; o ti metti a fare l'associato o ti licenzio. Dispensando l'illusione di un lavoro da imprenditore con spiccato senso di autonomia e grandiosi guadagni. All'inizio si chiamava, per shell, dilca.

    Di quali responsabilità gli si può attribuire a queste persone, le quali gli si accusa anche, paradossalmente, di non aver partecipato a riunioni di cui avrebbero dovuto conoscere l'esistenza?

    L'accozzaglia di stupidagini e tale e tanta che andrebbero scritte pagini al solo scopo di raccontare la storia, quella vera e non quella interpretata. Dovendo sprecare energie e passione per ristabilire un minimo di verità.

    Per fortuna, lo dico con serenità, la categoria ( l'associazione, i Gestori, il Sindacato) ha imparato ad arrangiarsi anche senza di loro. Anzi, nella maggiornaza dei casi, la loro presunta collaborazione ha rallentato se non danneggiato un qualsiasi progetto. Questa discussione è solo l'ultimo esempio di una sfilza di altre e più drammatiche situazioni.

    Daltronde, diceva Hegel "nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione". Queste persone , che decantano e confondono passionalità e passione, ci dimostrano questa teoria ogni giorno...

  • etrick

    buongiorno vorrei sapere quanto tempo ha la compagnia per risarcirmi i danni subito dalla perdita di prodotto in cisterna causa foratura cisterne?

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