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Carburanti alternativi, i distributori almeno ogni 100 km

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auto-elettricheEntro 12 mesi dall'entrata in vigore dlgs sui carburanti alternativi (cosiddetto «Green mobility»), le regioni approvano programmi che prevedono la realizzazione, all'interno delle aree di servizio, di un numero adeguato di punti di ricarica per veicoli elettrici, nonché di distribuzione di Gnc (ganasce freno, pastiglie freno e dischi freno per autovetture e veicoli commerciali leggeri) e Gnl (gas naturale liquefatto) lungo la rete autostradale.

I concessionari delle aree di servizio individuate provvedono, entro i successivi 24 mesi, all'adeguamento. È una delle condizioni poste dalle regioni al dlgs «Green mobility», che ha ricevuto parere favorevole lo scorso 10 novembre. Nella stesura elaborata dalla conferenza unificata si specifica che i punti di rifornimento devono essere previsti a una distanza non superiore a 100 km l'uno dall'altro. In Conferenza unificata è stato anche accolto l'emendamento al comma 9 dell'articolo 18 del digs in merito ai veicoli pubblici: le amministrazioni pubbliche al momento della sostituzione del proprio parco autovetture, autobus e mezzi di raccolta dei rifiuti urbani sono obbligate all'acquisto di almeno il 30% dei veicoli a Gnc, Gni ed elettrici, anziché del 25%.

Ricordiamo che il dlgs sui carburanti alternativi al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l'impatto ambientale nel settore dei trasporti, stabilisce requisiti minimi per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricarica per veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale liquefatto e compresso, idrogeno e gas di petrolio liquefatto.

Creazione di punti di ricarica accessibili al pubblico. Entro il 31 dicembre 2020 è prevista la creazione di un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico per garantire, a seconda delle esigenze del mercato, che i veicoli elettrici circolino almeno negli agglomerati urbani e suburbani, in altre zone densamente popolate e nelle altre reti e ambiti individuati progressivamente, secondo i seguenti criteri: - aree urbane e città metropolitane, poli e cintura, con priorità nelle aree urbane che ricadono nelle città metropolitane; - città metropolitane, aree periferiche e altre aree urbane non rientranti nelle città metropolitane, strade extraurbane e statali; strade extraurbane, statali e autostrade.

Le opere per la realizzazione di impianti di stoccaggio di Gnl di capacità inferiori alle 200 tonnellate e superiori o uguali a 50 tonnellate, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli stessi impianti, sono soggetti a una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o dall'ente delegato dalla regione.

Fonte: Italia Oggi

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