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L’allarme di Confesercenti: 'Il lavoro autonomo crolla'

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autonomi crisiA lanciare l’allarme sul lavoro indipendente è Confesercenti, che a partire dai dati Istat ne ha tracciato la dinamica seguita nel decennio della crisi. Evidenziando un percorso totalmente difforme da quello dell’occupazione dipendente: mentre questa, dopo lo shock iniziale, inverte la tendenza già dal 2011, con un rafforzamento della ripresa a partire dal 2014, i lavoratori indipendenti rimangono invece al palo, diminuendo per quasi tutto il periodo preso in esame. E con la prospettiva di ridursi ancora: nel secondo trimestre del 2017 gli indipendenti sono già a quota 5.363.000, in calo di ulteriori 84.000 unità rispetto allo scorso anno.

Il crollo degli autonomi coinvolge praticamente ogni tipo di profilo professionale. Calano i titolari di attività imprenditoriali in senso stretto (-10.000, per una flessione del 3,2%). Più che decimati anche i lavoratori in proprio, sia con dipendenti che senza, che nel 2017 sono complessivamente 3,182 milioni, sono circa 453.000 in meno (-12,7%) rispetto al 2008. Dall’apocalisse del lavoro indipendente non si salvano nemmeno i coadiuvanti familiari, che si riducono di oltre il 21% per circa 84.000 posti in meno rispetto al periodo precedente alla crisi. Crescono invece - ma appena di 34.000 unità, pari ad una variazione del 2% - le altre categorie: liberi professionisti, soci di cooperativa e collaboratori. «Dai dati emerge con chiarezza la situazione di crisi in cui si trova ancora gran parte del tessuto imprenditoriale italiano. Una crisi così forte da annullare i progressi ottenuti sul fronte dell’occupazione dipendente» commenta Mauro Bussoni, Segretario Generale Confesercenti. «Ditte individuali, piccoli imprenditori e lavoratori in proprio hanno sempre caratterizzato fortemente la nostra economia e, nonostante il calo, gli indipendenti costituiscono ancora circa un terzo (30,3%, era il 34,1% nel 2008) del lavoro italiano, responsabile del 20% circa del nostro Pil. Nonostante l’evidente importanza sistemica degli indipendenti, però, si registra la mancanza di un piano di intervento per il loro rilancio occupazionale.

Ed anche il JobsAct, il più importante intervento sul lavoro degli ultimi due anni, li esclude. Eppure ci sono migliaia di lavoratori indipendenti che hanno interrotto, nel corso di questi anni, le loro attività e non hanno potuto contare su alcuna forma di protezione sociale e di sussidio contro il rischio della disoccupazione. Una crisi nella crisi, rimasta costantemente nell’ombra, offuscata dai successi ottenuti sul campo dell’occupazione dipendente».

Commenti (2)
  • anonimo

    Questa è cronaca.
    Oltre a firmare accordi penalizzanti per i propri associati,La triade cosa ha fatto e fa per diminuire le sofferenze dei propri associati ed evitare chiusure e fallimenti?
    Ad esempio,ci possono dire se i proclami sulle commissioni con le carte hanno avuto qualche esito positivo per i Gestori o si tratta del solito bla bla?
    Forse ha ragione il politico che dice che i sindacati che non fanno il loro mestiere non servono a niente?

  • Alex

    L'italia è una nazione a conduzione famigliare , dove i dipendenti pubblici proliferano sempre di più,
    perché hanno il tempo,
    perché sono riposati,
    perché possono permetterselo,
    perché le leggi che incentivano le nuove nascite sono fatte ad OK per i loro casi.
    Questo porta ad un bisogno di posti pubblici che il nostro stato non può permettersi, mah, dal momento che è a conduzione famigliare ogni soggetto preposto non si accorge di quello che accade perché domani quando i suoi figli saranno maturi ed avranno finito di svezzarsi in giro per il mondo forse sfruttando anche premi e borse di studio a spese della collettività dovranno occupare un posto e per farlo avranno bisogno della stessa svista che il padre ha avuto oggi nei confronti dei figli altrui.
    Questo scenario degno della trama del miglior film di Hollyvood, viene confermato dai tanti dipendenti pubblici che hanno cariche e stipendi da dirigenti mentre occupano posti dove in un altro stato lo avrebbe ricoperto un semplice ragioniere.
    Tutto questo fa sì che gli uffici pubblici sono passivi e per colmare i loro buchi di cassa o per dimostrare la loro valenza sono costretti a perseguitare il popolo, la massa, facendo sì che le piccole aziende, le aziende a conduzione famigliare che un tempo venivano tramandate oggi hanno un ciclo di vita non superiore a 7 / 10 anni poi sono costrette ad estinguersi altrimenti non bastano i sudori di tre generazioni precedenti per colmare la sete di questi cannibali.
    Tutto questo accade volutamente, perché basterebbe attivare un numero verde per far sì che il controllore viene controllato in modo da capire come un soggetto riesce a moltiplicare i propri introiti con 6 ore di lavoro che con la flessibilità si riducono a 4 quando ci va, oh quando non sfrutta la 104 oh il permesso sindacale oh il recupero della giornata oh chissà cosa si inventano. In italia abbiamo due settori i dipendenti pubblici quelli che non vengono toccati da nessuna legge, le multinazionali onnipotenti il resto sono schiavi .
    Questa è la sintesi dello scenario che si prospetta mah è anche quello che le leggi create negli ultimi anni dimostrano.

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