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Regione Toscana, NO al Modello Grossista

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La cessione a Petrolifera Adriatica degli impianti Esso presenti in Toscana rischia di compromettere il futuro di 135 aziende del settore, in maggioranza a carattete familiare. Il Consiglio approva una mozione di Niccolai(Pd)

La Giunta regionale deve attivarsi, in sede di Conferenza Stato-Regioni, perché il ministero dello Sviluppo economico metta in piedi un tavolo di consultazione sui problemi del mercato petrolifero, in particolare sulle conseguenze per i lavoratori della cessione di pacchetti di impianti di distruzione, con il cosiddetto “modello grossista”. La Giunta, inoltre, in collaborazione con le associazioni di categoria, dovrà monitorare con attenzione l’evoluzione possibile dello scenario attuale. E’ quanto prevede una mozione approvata dal Consiglio regionale. Solo il gruppo Lega Nord si è astenuto.

E’ stato il primo firmatario Marco Niccolai (Pd) a presentare il testo. “Il problema investe il futuro di 135 imprese toscane, con una media di quattro addetti, molte a carattere familiare” ha affermato il relatore, ricordando che nel 2016 Petrolifera Adriatica ha avviato le procedure per l’acquisizione della rete d’impianti Esso presenti nella nostra regione. In merito, l’Autorità garante della concorrenza non ha ritenuto di aprire istruttorie, perché “la concentrazione in esame non appare tale da produrre una posizione dominante”. “Il problema è che Petrolifera Adriatica ha chiesto ai gestori degli impianti – ha sottolineato Niccolai - di aderire individualmente a condizioni economiche e normative che derogano, peggiorandole in modo rilevante, da quelle sottoscritte nel luglio scorso”. Si è infatti determinata una riduzione, pari a circa il 2,5-3 per cento, del margine economico che spetta al gestore. “Questo modello grossista – ha aggiunto il consigliere - rischia di scardinare totalmente il funzionamento del mercato e crea una serie di problemi, dove la Toscana può diventare apripista a livello nazionale”.

Annunciando il voto favorevole del gruppo, Giacomo Giannarelli (M5S) ha sottolineato la necessità di monitorare attentamente l’evoluzione del settore.

Analogamente Tommaso Fattori (Si Toscana a sinistra) ha ribadito che “siamo di fronte alla cessione di un pacchetto di impianti di distribuzione, che non può essere fatta pagare dai lavoratori”

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