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Gasolio Sporco, coinvolte centinaia di auto in Puglia

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gasolio sporco grossiCentinaia di automobilisti in panne a causa di un rifornimento di gasolio “adulterato” nelle pompe di mezzo Salento. Giorni da incubo e via alle richieste di danni: in tanti sono pronti a ricorrere in Tribunale. Tutta colpa del carburante “sporco”: miscelato male alla fonte, come si dice in questi casi.

Centinaia di salentini (ma anche turisti) si sono visti costretti a chiamare il carro attrezzi per portare l’auto in officina una volta che l’auto si è fermata. Spese che vanno da 200 agli oltre 1.500 euro per intervento, specie se il danno ha interessato anche gli iniettori del diesel.

Ancora poco chiare le cause che hanno permesso al carburante corrotto di arrivare sul mercato. Una prima ipotesi aveva fatto puntare il dito sulla raffinazione di una grossa partita, avvenuta a Taranto, da parte dell’Eni, distributore quasi esclusivo degli idrocarburi in Puglia, Calabria, Basilicata e buona parte della Campania meridionale.

I primi casi poco prima di Capodanno, con interventi a macchia di leopardo, aumentati progressivamente col passare dei giorni e che hanno interessato buona parte della Provincia

La multinazionale italiana, dopo una prima fase dove dichiarava che i problemi erano riconducibili a quanto accaduto fuori dalla raffineria nel percorso che riconduce alla piccola distribuzione, si è dichiarata pronta a rimborsare i proprietari di auto danneggiate dal gasolio “sporco”. E' stato lo stesso direttore commerciale della multinazionale, Paolo Grossi a dichiarare: «Siamo pronti a risarcire gli automobilisti se verificheremo le nostre responsabilità sulla lavorazione del carburante nella raffineria di Taranto».

La svolta è arrivata durante la trasmissione di “Mi manda RaiTre” andata in onda tre giorni fa dopo le segnalazioni, le denunce e le richieste di risarcimento avviate - da tutto il Salento (e non solo) dopo le migliaia di auto rimaste in panne nei giorni a cavallo tra dicembre e gennaio. Con danni fino a 1.500 euro per autovettura a causa, appunto, del gasolio “sporco” erogato dalle stazioni di servizio di mezza Puglia. Nel Leccese e nel Brindisino, innanzitutto.

Grossi, nel programma condotto da Salvo Sottile, è entrato per la prima volta nel merito delle responsabilità di quanto accaduto alle vetture diesel dopo il rifornimento nelle stazioni di servizio del territorio.

«Le nostre indagini - ha spiegato Grossi davanti alle telecamere - sono ancora in corso. Abbiamo avviato le analisi nel nostro centro di San Donato Milanese appena ricevute le prime segnalazioni: insieme ai risultati dei campioni effettuati da terzi, potremo chiarire le cause dei danni provocati ai motori a gasolio. Se Eni ha delle responsabilità, risarcirà senza problemi tutti i conducenti danneggiati davanti alla presentazione delle fatture relative alle riparazioni».

L’origine dei problemi, secondo il direttore commerciale, potrebbe essere legata ad una partita di carburante raffinato nell’impianto a Taranto «con sostanze inadatte, quello che tecnicamente si chiama particolato, alla combustione all’interno del motore. Da Taranto riforniamo circa 800 distributori - ha aggiunto Grossi - 300 a marchio Eni - gli altri di differenti operatori: questo vuol dire che mediamente, ogni giorno, effettuiamo circa 160mila “pieni” di carburante. Quello che è accaduto riguarda circa l’1 per mille delle vendite delle stazioni di servizio».

Una situazione emersa durante i rifornimenti dal 27 dicembre in poi e subito stigmatizzata dall’Assopetroli che raccoglie tutti i distributori di benzina.

«Abbiamo deciso di andare a fondo alla questione - sottolinea Francesco Albergo, direttore organizzativo per la Puglia - per evitare un danno di immagine e una richiesta di rimborso limitata ai soli distributori. Anche perché, tolta l’Eni, l’unica possibilità sarebbe stata che i 200 impianti dove si è verificato il problema avessero orchestrato una truffa tutti insieme, un fatto praticamente impossibile».

In una nota inviata subito dopo i primi incidenti la società aveva ribadito infatti la bontà della produzione. «Il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto - si leggeva nella nota dei primi giorni di gennaio - rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria».

Adesso la svolta che potrebbe portare ad una soluzione pacifica ed al risarcimento di tutti gli automobilisti coinvolti.

Commenti (3)
  • BIANCO  - peccato

    Che dire? mi dispiace proprio adesso che la compagnia faceva pubblicità del proprio prodotto come fosse oro colato? Ma ce ne faremo una ragione

  • Anonimo

    scommettiamo che alla fine della storia eni non rimborsera'neanche un centesimo agli automobilisti.....signori forse dimentichiamo che stiamo in italia

  • Beppe

    la finanza e magistratura sempre pronta a sequestrare prodotto e aziende che trasportano illegalmente prodotto in evasione di imposte e adulterato.....guarda caso con ENI non muovono un dito....subito dovrebbero procedere al sequestro della raffineria e di parte del sistema logistico dell'azienda....

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