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Margini sempre più risicati il gestore storico ha deciso di dire basta

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agip san lorenzoAddio al distributore Agip al ponte di San Lorenzo. E in attesa di capire il futuro della struttura dell'Eni, saltano tre posti di lavoro.

TRENTO II cartello la prende alla lontana "fuori servizio", ma gli scatoloni ammucchiati sul pavimento parlano chiaro: la stazione di servizio Agip all'angolo fra corso Buonarroti e il cavalcavia di San Lorenzo si prepara alla chiusura. Una data esatta ancora non c'è (dovrebbe essere questione di giorni) e il gestore José Filosa non ne vuole parlare impegnato com'è - a chiudere i conti con l'Eni, società proprietaria della struttura.

Ma il messaggio che negli ultimi giorni è arrivato alla clientela è chiaro: è finita. Chiuderà (eventualmente per riaprire con una nuova gestione) la stazione di servizio "servita" lungo l'Adige, ma chiuderanno anche le pompe "selfservice" nell'area rialzata lungo il cavalcavia.

E' solo l'ultima stazione di servizio che prevedeva la presenza di un gestore sacrificata in nome dell'automazione spinta, con gli automobilisti disposti a mettersi in coda per spuntare il prezzo migliore, confrontando le quotazioni dei distributori sul filo dei centesimi. E' accaduto lo stesso in via Maccani (a sud della rotatoria), ma anche al distributore di via Brescia che ora è completamente automatizzato e alla stazione di servizio del Ponte di San Giorgio che - a giudicare dalle auto che si mettono in coda a ogni ora del giorno e della notte - è la preferita dagli automobilisti che vogliono risparmiare fino all'ultimo millesimo di euro. Perché i prezzi della benzina si calcolano cosi: millesimi compresi.

Il distributore di benzina del ponte di San Lorenzo risale agli anni Cinquanta. Dieci anni dopo vennero realizzate le pompe di carburante lungo il cavalcavia. All'epoca era uno degli ingressi principali della città. Ma anche ai giorni nostri il traffico attorno alla rotatoria non scherza. L'attuale gestore cominciò ad affiancare il padre 25 anni fa, ma l'attività di famiglia risale a un periodo precedente, quando c'era il distributore in via Rosmini.

Chiedete a un "benzinaio" che sta succedendo al mercato del carburante e vi racconterà di quotazioni ridotte all'osso e dell'arrivo dei distributori "no logo " in un mercato già troppo affollato. Chiaro che una gestione che prevede la presenza di personale fatica a reggere il passo di un mercato sempre più agguerrito. Ma la chiusura dell'Agip del ponte di San Lorenzo significa anche la perdita di tre posti di lavoro, oltre a quello del gestore che si concentrerà sull'attività (già avviata) di noleggio auto e furgoni.

Si è cercato un'altra sistemazione anche l'ex ciclista Mariano Piccoli che presso la stazione di servizio aveva aperto un'attività di riparazione e manutenzione di biciclette: se avete bisogno di lui lo troverete dall'altra parte del fiume Adige, al piano terra di un'edificio di via Brescia, all'altezza della piazza di Piedicastello (ma sul lato opposto della strada).

Trovare un posto dove fare il cambio degli pneumatici (o più semplicemente controllare la pressione) sarà ora più difficile, come anche lavare l'auto, in attesa di capire come sarà la nuova gestione di questa storica stazione di servizio. Arriverà qualcuno a rilevare l'attività? Può darsi, ma dovrà essere qualcuno disposto a lavorare 12 ore al giorno con margini sempre più ridotti.

Fonte: Trentino

Commenti (10)
  • Anonimo

    è vero , si fa la guerra sul filo dei millesimi oramai... è inutile, la gente è troppo stupida... Non si guarda più alla bellezza di una stazione di servizio ben tenuta, con personale, spesso con il bar, sempre nuova ( come sono la stragrande maggioranza dei distributori ENI ). Qui a Brindisi un vecchio, triste distributore della concorrenza, con 2 misere pompe, è stato pitturato, messe due luci in piu' fatto GHOST con un misero centesimino in meno e il gioco è fatto : Fila notte e giorno. W l' Italia e l' Europa

  • Marco

    Condivido quasi tutto tranne la bellezza delle stazioni di servizio Eni. Troppe volte, al contrario, fatiscenti e con un restyling ombroso nel grigiore di una illuminazione non all'altezza di una stazione di servizio

  • Kazunori

    Ma di cosa ti lamenti Marco ,non hai mai visto come sono messi gli impianti Totalerg :eek :eek

  • astolfo

    Io nel serbatoio metto benzina, non vasi di fiori.
    Dov'è che si firma per fare diventare tutti gli impianti self service ghost?

  • Anonimo

    Si firma esattamente dove timbri il cartellino te tutti i giorni....

  • OLEOBLITZ

    a quelli che mi davano del rovina famiglie...quando dicevo e dico tuttora chiusura immediata di 7000/8000 impianti, ecco cosa succede ogni giorno in tutta Italia...conta solo il prezzo ed un distributore incompatibile può far chiudere un impianto grande e completamente a norma di legge !!!!!!!!!!!!! questo sta succedendo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Kazunori

    Grande Oleoblitz ci sei ancora :) qualche post fa mi e' toccato prendere insulti anche indirizzati a te da un nostro "illustre collega" :grin .Comunque tornando al post attuale e' innegabile che Eni sta facendo una strage,anche nella mia zona nel giro di poche mesi due gestioni pluriennali sono saltate.E a saltare sono in primis i mega impianti con alti erogati,paradossalmente il piccolo impiantino se gestito con criterio ancora resiste ...

  • Anonimo

    a me tocca licenziare l'ultimo dipendente a giornata intera e diminuire con il collaterale perchè non ci sono più soldi per mantenerlo.
    Sicuramente per il 2017 sarò sempre Gestore ma nel 2018 non lo so proprio.
    Sono 15 anni che sono Gestore: prima si guadagnava, ora troppe spese e pochi ricavi che ti portano solo a chiudere.
    Nel 2011 dicevano che dovevano chiudere gli impianti poco redditizi, non l'hanno fatto allora ed ora tocca chiudere per non perderci casa e famiglia.
    Accidenta a quel giorno che lasciai un lavoro per fare questo

  • Anonimo

    Scommettiamo che diventerà GEII?

  • Anonimo  - I soliti italioti.....

    chissà perché gli italioti medi tirano sul prezzo del carburante e poi siedono ai tavoli dei ristoranti, pagando dieci volte tanto alimenti che potrebbero tranquillamente cucinarsi in casa....facciamo tutti ristoranti self-service, parrucchieri self-service e, perché no, medici ed avvocati self-service. Sai le risate!

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