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Alcune storie dal piazzale

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cartella_pazzaCartella pazza da 100 milioni. E gli bloccano anche i pagamenti

Castelfranco, benzinaio si ritrova nella lista nera. Riconosciuto l’errore, restano i danni collaterali: il documento di regolarità lo considera in grave difetto.

CASTELFRANCO VENETO (Treviso) — A vederlo, sembra un foglio di carta come tanti altri. I loghi dell’Inps e dell’Inail, un paio di burocrati responsabili del procedimento, i riferimenti degli uffici competenti. L’imperativo è quello di pagare, ovviamente, e subito. Perché l’era è quella della crisi, di Mario Monti che non perdona nessuno, e si metta il cuore in pace il contribuente disonesto che non vuole saldare i propri debiti con uno Stato impegnato a salvarsi sotto le bombe dello spread. Giovedì mattina Antonio Marsico, benzinaio dell’Agip di Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, per poco non faceva un collasso.

L’Inps gli ha chiesto cento milioni di euro di arretrati. Un errore, ovviamente. Che però ha già conseguenze reali: il Comune di Castelfranco, che gli ha dato un appalto per il lavaggio delle auto, non lo paga più da tre mesi perché non risulta in regola con il Durc, il Documento unico di regolarità contributiva. L’ultimo caso di follia nella burocrazia è di venerdì mattina, ha la forma di un documento ed è giunto via posta. L’Inps voleva poco meno di cento milioni di euro di arretrati (per la precisione, e ci scappa pure un sorriso, 99 milioni 999 mila e 999 euro), in un procedimento di contestazione per il quale il responsabile dello sportello unico previdenziale, si legge, è Mauro Vaccari.

La società del benzinaio, la Vigi Service Snc di Borgo Treviso 150, per regolarizzare i contributi, dato che «l’avviso bonario è scaduto», deve pagare subito. Altrimenti, niente documento di regolarità contributiva. Ergo: niente soldi dal Comune. Antonio Marsico, che è focoso di suo - è infatti uno dei leader della lotta contro il distributore low cost dell’Ipermercato, quello della benzina più economica d’Italia che sta facendo piazza pulita delle pompe locali - si è precipitato in ufficio, a chiedere chiarimenti. E non c’è voluto troppo tempo per capire che il documento, emesso lo scorso 30 luglio, era sbagliato. Un errore semplice, evidentemente qualcuno non aveva cliccato sui tasti della tastiera prima di stampare. Infatti, la posizione aperta era da ottocento euro di Inps versati due settimane fa e dunque già saldati, a fronte di una media d i 1.200-1.400 euro al mese di contributi che di solito il gestore versa per se stesso e per i due dipendenti.

Ma nel periodo della contrazione sui consumi, con la battaglia sui centesimi per non perdere clienti, c’è poca voglia di scherzare sui soldi. L’Agip locale, infatti, ha altro a cui pensare: tramite pressioni sulla compagnia madre, è riuscita ad avere la benzina a cinque centesimi in più e il gasolio a tre, rispetto ai prezzi dell’Iper, ed è già una mezza vittoria. «Da poco abbiamo ricominciato ad avere clienti, di sabato e di domenica a volte c’è pure la coda per far benzina da noi, ma è stata dura», spiega Marsico, con una vena di sangue ingrossata sul collo, pronto a vomitare la sua rabbia contro le ingiustizie della burocrazia. Perché un conto è lottare nel libero mercato che gioca con le regole dei centri commerciali, un altro è dover combattere anche con gli uffici pubblici.

«Da mesi il Comune non mi paga, e adesso ho scoperto il perché», ripete, furioso. «Capisco che si possa sbagliare. L’Inps si è scusato e adesso manderà la documentazione corretta. Ma non è giusto che questa gente possa fare errori e che a rimetterci siamo sempre noi, i lavoratori. Sono stati fatti dei danni, ho perso tempo, e adesso è giusto che io venga risarcito. Troppo facile avere lo stipendio assicurato, la scrivania e non pagare mai». Difficile pensare a una causa legale. «Tanto lo so che è una battaglia persa. Cosa dovrei fare, prendermi un avvocato per una causa civile senza fine? Non è il caso, ci rimetterei ancora. Ma una cosa è certa: la prossima volta che accade li denuncio tutto alla procura». Mauro Pigozzo

http://corrieredelveneto.corriere.it


 

fotoNovara, distributore va in tilt: benzina gratis per una notte

La pompa dimenticata in modalità "servito":  bastava premere il pulsante e fare il pieno senza pagare. Venti "furbetti" ripresi dalle telecamere

La titolare dimentica aperta la pompa che eroga benzina in modalità “servito” e gli automobilisti ne approfittano. E’ accaduto nella notte tra il 1° e il 2 agosto all’impianto Eni in corso Vercelli. Dopo la chiusura serale le persone hanno cominciato a fare rifornimento gratis: bastava premere il pulsante del quantitativo desiderato.

In poche ore è nato un passaparola che ha coinvolto una ventina di automobilisti pronti a fare il pieno e a riempire le taniche a costo zero. Il record spetta a un signore che si è portato via circa 500 euro di benzina. Paola Carretta, che gestisce la struttura, lo ha scoperto solo la mattina dopo. “Sono disposta a chiudere un occhio – dice – e non denunciare i ladri. Chiedo solo che in settimana passino al mio distributore per rimborsare il danno che ho subito (attorno ai 2500 euro ndr)”. Le telecamere di videosorveglianza hanno registrato ogni movimento. “Le persone – continua Carretta – sono già state identificate. Dalle immagini si capisce addirittura che alcuni facevano rifornimento, se ne andavano ma tornavano poco dopo con gli amici”. Uno dei trasgressori ha già provveduto al pagamento dopo che per un paio di giorni un cartello al distributore invitava a farlo. Per contattare la titolare è possibile chiamare il numero di telefono dell’impianto (0321-467042).

lastampa di Novara


abbandono_agipEra un distributore Agip Ora è l’angolo del degrado

La pompa di benzina in via Piave è chiusa da diversi anni e abbandonata I residenti, stufi delle promesse, alzano la voce: "Zona ostaggio di rifiuti e ratti"

MERANO. C'è, all'ingresso della città per chi percorre la via Piave, un angolo che non è certo un biglietto da visita per Merano. Sporcizia ovunque, piante trascurate, arbusti sempre più alti. In mezzo c'è un’escavatrice che è lì da tanto tempo; ogni giorno e notte scorrazzano topi dalle dimensioni preoccupanti. Gli abitanti, stanchi di sopportare un simile spettacolo che definire indecoroso è poco, si sono dati da fare. Ma le loro richieste di intervento sono rimaste lettera morta. Almeno fino a ieri.

L'angolo sotto accusa è quello che fino ad anni fa ospitava il distributore dell'Agip. È sulla sinistra per chi percorre la via Piave verso il centro cittadino. Dice Aldo Picelli, residente e portavoce della denuncia: «In quell'area c'era anche dell’amianto che, a forza di pressioni, siamo riusciti a far togliere. Poi s'è proceduto anche ad una bonifica. La situazione è in seguito peggiorata. Nell'aprile scorso mi sono rivolto alla direzione dell'Agip per sollecitare un intervento che è assolutamente necessario. Mi è stato risposto che c'è una licenza edilizia e che i lavori stanno per iniziare».

Passa aprile. I topi ed i rifiuti abbandonati aumentano. C'è, fra i residenti, chi ogni tanto scende di casa e preleva le immondizie per metterle nel bidone condominiale. «Arriva il raduno nazionale degli alpini - è sempre Picelli che ricorda - e telefono ancora all'Agip per sollecitare una pulizia generale. Mi rivolgo anche al Comune per fare presente che l'area in quelle condizioni non sarebbe proprio un biglietto da visita stimolante per chi arriva a Merano. La risposta che ho è una sorta di promessa della presenza di una guardia ecologica per evitare gli scarichi abusivi dei rifiuti. La situazione attuale è sempre la stessa: un degrado totale che diventa anche pericoloso». A complicare lo stato delle cose c'è anche una situazione di pericolo latente, benchè l'area sia recintata con una catena di ferro che non costituisce un freno ai maleducati. In più vi sono anche due piante - un cedro ed un pino marittimo- che meriterebbero maggiore attenzione.

L'area desolatamente abbandonata è un vero e proprio pugno nell'occhio. Tutto attorno alla stessa hanno chiuso, negli anni, diversi negozi. L'American bar non ha più riaperto nonostante, per lungo tempo, sia stato uno dei punti di incontro di numerosi meranesi. Il Comune non può esimersi da un intervento di bonifica perché, con il caldo che fa in questi giorni, l'aumento dei rifiuti e dei ratti costituiscono anche motivo di grave preoccupazione per chi abita attorno all’area.

Commenti (7)
  • Max

    anche in zona Vimercate,lungo la tangenziale che porta a Usmate e' possibile vedere lo scheletro di un vecchio distributore agip che fu chiuso circa 20 anni fa poiche' fu tagliato fuori.
    La struttura e' pericolante,totalmente arrugginita ...non si capisce perche' non venga rimossa e bonificata la zona..
    Volendo ci si puo' arrivare a piedi ma non e' molto consigliabile..di sicuro c'e' che di notte e' diventato la meta preferita di writers e non di chi altri...e' un pugno in un occhio in un contesto verde ...
    le responsabilita' non so di chi siano,ma credo che il Comune di competenza dovrebbe impuntarsi con eni e farlo rimuovere al piu' presto..

  • Tony Montana

    Affronteranno il problema nel 2013 quando i distributori fantasma non saranno 2, ma 2-3000 .....

  • Flavio

    Oggi sei ottimista........ :grin

  • mario api ip

    scommetto che ora gli diranno prima paghi , poi ti riaccrediato la somma appena avremo accerttato l'errore :grin

  • Anonimo

    sara mica uno scontista eni ?

  • Alex  - la vergogna italiana

    Da Berlusoni a Monti non si fa altro che parlare di evasione fiscale,
    come se noi italiani fossimo un popolo di ladroni.
    Vorrei ricordare che tutte le trasmissioni fatte da striscia non sono altro che illustrazioni di come sono stati spesi male i soldi delle nostre tasse che con gran fatica e sudore abbiamo onorato .Poi fino a che i loro parenti che lavorano negli uffici statali, regionali , comunali e dei vari enti, pensano solo a riscuotere stipendi da paperoni, con tredicesime, quartordicesime, premi produzione e altro ancora senza avere un minimo di responsabilità sui propri errori è normale che le persone serie come il nostro collega Mauro Pigozzo si trovino ad affrontare problemi simili .

  • riparticonedi.com  - Cartella pazza

    Caro collega non è che la cartella pazza te l'ha mandata l'Eni per recuperare un pò di spese per le iniziative che poverina la stanno svenandooooo???? Scherzi a parte piena solidarietà e appoggio se hai bisogno

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