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Asti, Iva sui carburanti evasa per 80 milioni

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controlli-finanza-distributori-carburante-2Oltre 300 milioni di litri di carburante, provenienti da Croazia e Slovenia, venduti ad un prezzo inferiore alla quotazione di riferimento omettendo il versamento dell'Iva.

La frode è stata scoperta dalla guardia di finanza di Asti al termine di una complessa indagine, ha arrestato quattro imprenditori. Gli accertamenti eseguiti dalle fiamme gialle hanno fatto emergere operazioni inesistenti per 365 milioni di euro e Iva evasa per 80 milioni.

Nell'ambito dell'operazione, ribattezzata 'Under platts' dal nome della quotazione di riferimento dei carburanti, è in corso il sequestro di oltre 26 milioni di euro tra conti correnti, quote societarie, beni mobili e immobili riconducibili agli indagati, 36 in tutto, e alle società coinvolte, una ventina.

Complesse indagini di polizia giudiziaria, eseguite da personale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Asti e da funzionari dell’Agenzia delle Dogane della Direzione Interregionale per la Liguria, il Piemonte e Valle d’Aosta, stanno consentendo la ricostruzione delle transazioni che hanno portato all’individuazione di un giro di fatture per operazioni inesistenti per complessivi € 365 milioni attraverso cui è stata evasa IVA per oltre 80 milioni.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Asti hanno eseguito 4 ordinanze di applicazione degli arresti domiciliari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Asti nei confronti di altrettanti soggetti astigiani, indagati per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali.

Contestualmente è in corso di esecuzione il sequestro preventivo di oltre 26 milioni di Euro disposto dallo stesso G.I.P. su conti correnti, quote societarie, beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati ed alle società coinvolte nell’associazione.

L’operazione denominata “UNDER PLATTS” svolta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Asti ha rivelato che, per oltre 300 milioni di litri di carburante proveniente da Croazia e Slovenia, è stato abbassato artificiosamente il prezzo finale “alla pompa” inserendo nel ciclo di fatturazione società “cartiere”, amministrate da prestanome nullatenenti, con il fine predeterminato di omettere sistematicamente il versamento dell’IVA dovuta all’Erario attraverso diversi meccanismi.

Anche per i carburanti esiste una quotazione di riferimento, il “platts”, che esprime il prezzo dei vari combustibili per autotrazione basato sull'incontro domanda/offerta in un determinato giorno e per una determinata area. Pertanto normalmente le operazioni commerciali avvengono offrendo combustibili con un “prezzo platts” cui si sommano oneri vari di distribuzione.

Le commercializzazioni oggetto d’indagini sono avvenute sempre ad un valore sotto la quotazione giornaliera, grazie alla frode posta in essere, che ha consentito di inserire sul mercato ingenti volumi di carburante “fiscalmente inquinato”. In particolare, con un primo sistema di frode, sfruttando la normativa vigente in caso di acquisti di beni in ambito comunitario, per cui l’IVA viene applicata nel Paese di destinazione, nell’acquisto di carburante da raffinerie dislocate in Slovenia e Croazia, sono state interposte società/ditte fittizie con sede in Italia, le quali ricevevano fattura dall’operatore comunitario senza l’applicazione dell’IVA.

Così, mentre il carburante transitava dall’Est Europa in un deposito fiscale italiano, in attesa di giungere ai reali destinatari finali, le società interposte emettevano false fatture di vendita ad un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto dalla raffineria con l’applicazione dell’IVA.

Nei successivi passaggi, grazie a un prezzo di vendita che può essere più basso di quello normale di mercato, il prodotto giungeva regolarmente alle pompe di benzina che riuscivano così a praticare prezzi più convenienti rispetto alla concorrenza, con conseguente distorsione del mercato e notevole danno per gli altri operatori del settore. Contestualmente le società fittizie aumentavano il loro debito IVA nei confronti dello Stato, senza mai assolverlo.

Per ostacolare il di-svelamento del meccanismo fraudolento, il prodotto così introdotto sul territorio nazionale, veniva prelevato dal deposito fiscale in tutta regolarità, con il pagamento dell’accisa e la predisposizione della documentazione di trasporto per le autocisterne: allo stesso modo, venivano regolarmente effettuati i pagamenti in corrispondenza dei vari
passaggi del prodotto.

Con altro schema di frode, per rendere più complessa la ricostruzione dei fatti illeciti, le società fittizie, grazie alla falsa qualifica di “esportatore abituale” che ottengono con la presentazione di dichiarazioni IVA riportanti dati totalmente inventati, procedevano all’acquisto di carburante da fornitori italiani attestando l’inesistente qualifica e presentando
false “dichiarazioni di intento” in modo da traslare su se stesse un debito IVA che non sarà mai assolto.

La ricostruzione delle operazione è stata resa ancor più complessa dalla circostanza che alcune società fittizie inserite nello schema fraudolento, sostituite sistematicamente e frequentemente da altre similari, procedevano alla distruzione di tutta la documentazione fiscale.

Allo stato 18 sono le imprese fittizie coinvolte, mentre 36 sono le persone complessivamente indagate.

Commenti (6)
  • Alex

    Questo vuol dire fare il proprio dovere, e non perdere tempo a misurare le cisterne per 100 lt di cali, o per un prezzo esposto

  • Anonimo

    tutto questo avviene perché le petrolifere sono coinvolte anch'esse se iniziavano atogliere qualche autorizzazione a qualche petrolifera forse era meglio

  • bianco  - controlli per tutti

    spero che la GDF controlli anche i distributori del ENI con i prezzi che praticano: qualcosa non torna!!!! :upset

  • Anonimo

    Cosa non ti torna?
    Che finalmente l'Eni abbia deciso di smetterla di farsi mangiare litri da tutti?
    Non hai capito che l'orchestra la dirigono le compagnie e i bianchi ballano finchè Eni & C. hanno voglia di farli ballare?

  • bianco  - Tutto vero

    Caro anonimo ai ragione, pero' non mi spiego come mai in extra rete il prezzo negli ultimi 10 giorni sia aumentato di 2 centro. ( dicono effetto platts ) e nei loro distributori non aumenta il prezzo. Morale: il platts e' una invenzione per giocare con il lato B dei consumatori, perche' se riesci a fare i conti della serva, nel gioco dei grandi numeri 2 cent. , sono parecchi milioni di euro.

  • max  - solo fumo

    piu della meta degli impianti sono tarocchi un po per la crisi un po per i furbetti forse troppo tarature degli erogatori manomissione dei contatori aspirazione dei litri in eccesso dalle cisterne e altro ancora ma cosa fogliono trovare quando ci sono un sacco di evasori che non pagano le tasse con ville macchinoni ma ci prendono in giro? aumentano accise prezzi ma dove vogliono arrivare e ti fanno il verbale perche hai venduto 3 litri di olio e non li hai segnati vergogna.
    Il paese e fottuto!!!!!!!!!!!!!!!

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